Alma Mater Studiorum ● Università di Bologna

 

 

 2002-2005: Sub per l’Ambiente

Progetto Biodiversità Subacquea del Mediterraneo

 

risultati del primo anno di ricerca

 

Stefano Goffredo, Patrizia Neri, Antonio Orlandi, Maria Scola Gagliardi, Corrado Piccinetti, Francesco Zaccanti

Marine Science Group, Dipartimento di Biologia Evoluzionistica Sperimentale, via F. Selmi 3, 40126 Bologna

www.marinesciencegroup.org

 

Introduzione

 

            In ecologia con il termine “biodiversità”, s’intende il numero di specie vegetali e animali presenti in un determinato luogo, regione, o ecosistema. Un habitat “naturale, inalterato”, ad esempio un bosco, presenta un elevato grado di biodiversità perché in esso vivono molte specie di piante e animali. Al contrario, un ambiente “innaturale, alterato”, ad esempio un campo coltivato a grano, presenta un basso grado di biodiversità perché ospita una sola essenza vegetale. Quindi il livello di diversità biologica è indice dello stato dell’ambiente.

            Il monitoraggio è essenziale per la diagnosi dello stato di salute dell’ambiente e quindi è preliminare agli interventi di gestione equilibrata e di conservazione delle risorse naturali. Se sensibilizzati e coinvolti, i cittadini possono partecipare alle azioni di monitoraggio. I subacquei sportivi, con il successo di alcuni progetti precedenti, hanno già dimostrato la loro capacità di operare come controllori dell’ambiente marino.

            Questa Ricerca, di durata quadriennale, denominata “Sub per l’Ambiente - Progetto Biodiversità Subacquea del Mediterraneo”, ha lo scopo di stimare, lungo le coste italiane, il grado di diversità biologica degli ambienti marini. I subacquei sportivi rappresentano gli operatori della Ricerca. Ad essi è chiesto di compilare una scheda di rilevamento in cui vengono indicati gli organismi incontrati nel corso delle immersioni e la loro abbondanza.

            Le agenzie di didattica subacquea, IDEA, PADI, SNSI e SSI partecipano alla realizzazione della ricerca sensibilizzando i subacquei alla compilazione delle schede, mediante l’opera delle loro guide ed istruttori.

            Ricercatori dell’Università si occupano della elaborazione dei dati per la valutazione oggettiva della qualità ambientale e della divulgazione dei risultati.

            ASTOI, l’Associazione dei Tour Operator Italiani, impegnata per lo sviluppo di un turismo organizzato e sostenibile come fattore di progresso sociale e culturale, contribuisce alle spese universitarie.

            Quark, il mensile di divulgazione scientifica, promuove la diffusione delle problematiche, delle metodiche e dei risultati della ricerca.

            Il Ministero dell’Ambiente patrocina la ricerca.

Risultati

 Distribuzione dei rilevamenti

             Le schede registrate nel periodo gennaio 2002 – gennaio 2003 sono state 3996, pari a 2899 ore d’immersione. Da un punto di vista quantitativo questo numero è certamente più che soddisfacente, in quanto rappresenta il doppio della quantità minima attesa per il primo anno.

            Anche se il progetto si avvale della collaborazione di alcune agenzie didattiche di riferimento, il 25% delle schede di rilevamento è stato registrato da subacquei affiliati ad altre agenzie (Tabella 1). Questo dato sembra sottolineare come “Sub per l’Ambiente” abbia colmato un vuoto preesistente, rappresentando un mezzo utile di valorizzazione delle immersioni ricreative, in grado di fornire nuovi stimoli ed entusiasmo all’attività subacquea. Alcune scuole o centri d’immersione si sono distinti per il loro contributo alla raccolta dei dati (Tabella 2).

            La distribuzione geografica dei rilevamenti effettuati copre un’area piuttosto vasta (Tabella 3). Delle 15 regioni costiere italiane, 12 sono state coperte dai rilevamenti; inoltre, sono state campionate anche alcune regioni estere limitrofe. In termini quantitativi, la distribuzione ottenuta risulta però disomogenea, in quanto, ad esempio, solo il 15% delle schede registrate nei mari italiani proviene dal versante adriatico. Sarebbe perciò auspicabile che nei prossimi tre anni un maggiore sforzo di rilevamento fosse concentrato lungo la costa orientale della penisola italiana.

            La distribuzione ambientale dei rilevamenti eseguiti, pur avendo il 77.5% delle schede registrate che si riferisce all’ambiente roccioso, presenta un numero significativo di dati anche per l’ambiente sabbioso (Tabella 4), permettendo così una preliminare analisi comparativa della biodiversità correlata ai due principali ambienti marini.

 

Biodiversità

 

            Le frequenze di segnalazione degli organismi studiati differiscono tra l’ambiente sabbioso e quello roccioso (Tabella 5). In particolare alcuni organismi risultano prediligere uno dei due ambienti: tra questi le due specie di cavalluccio marino, il granchio melograno, la razza chiodata e il pesce San Pietro risultano significativamente più frequenti nell’ambiente sabbioso; la vacchetta di mare, il doglio, l’astice e l’aragosta risultano significativamente più frequenti in quello roccioso (Figura 1).

            In generale, lo stato della biodiversità risulta differente tra l’ambiente roccioso e quello sabbioso (Tabella 6). Mentre la biodiversità vegetale risulta più elevata e più equilibrata nell’ambiente roccioso, la biodiversità animale anch’essa più elevata nell’ambiente roccioso, risulta più equilibrata in quello sabbioso. Per quanto riguarda la frequenza di segnalazione dei rifiuti, questa risulta significativamente superiore nell’ambiente sabbioso rispetto all’ambiente roccioso (Tabella 6). Una prima valutazione di questi fattori bio-ecologici sembrerebbe indicare, in generale, una qualità ambientale superiore per l’ambiente roccioso, rispetto a quello sabbioso.

            All’aumentare della profondità, la qualità ambientale sembrerebbe aumentare, non tanto per lo stato della biodiversità che sembra non avere sostanziali variazioni, quanto per la presenza dei rifiuti che tende a diminuire, in particolare nell’ambiente roccioso (Tabelle 7, 8; Figura 2).

            Lo stato della biodiversità risulta avere significative variazioni tra le aree geografiche considerate (Tabelle 9, 10). Sopra la media risultano le condizioni della biodiversità in Friuli-Venezia Giulia e in Sicilia. Per quanto concerne la frequenza di avvistamento dei rifiuti, anche questa presenta notevoli variazioni tra le regioni (Figura 3) risultando più elevata in Friuli-Venezia Giulia, Campania, Calabria e Puglia e più bassa in Toscana e Sicilia. Un primo bilancio dei parametri che misurano lo stato della biodiversità fornisce alcune indicazioni sulla qualità ambientale delle varie aree geografiche. Il Friuli-Venezia Giulia nel versante adriatico e la Campania, la Calabria, la Sicilia e la Sardegna nel versante tirrenico sono le regioni che risultano avere un indice di qualità ambientale significativamente superiore a quello medio, sia nell’ambiente roccioso che in quello sabbioso (Tabelle 9, 10).

 

Conclusioni

 

            Progetti di ricerca precedenti svolti in Mediterraneo hanno dimostrato che la raccolta di dati sulla presenza di organismi marini mediante la collaborazione dei subacquei ricreativi rappresenta una metodologia di indagine efficace. I vantaggi di questa metodologia possono essere individuati nella capacità dei subacquei ricreativi di compiere una elevata mole di lavoro di osservazione, in tempi relativamente brevi, coprendo vaste aree geografiche, a bassi costi per gli istituti di ricerca. Il limite più importante in questo tipo di collaborazione consiste nella disomogeneità dello sforzo di campionamento nella sua distribuzione nel tempo e nello spazio. Questo limite è ovviamente intrinseco alla metodologia d’indagine in quanto i volontari, giustamente, compiono le immersioni nelle stagioni e nei luoghi preferiti. In ogni caso si potrebbe tentare di migliorare la distribuzione dei campionamenti nel corso di questa ricerca, incrementando, per quanto possibile, il numero dei rilevamenti sui substrati sabbiosi o nel versante adriatico (Tabelle 11, 12). Pur con la necessaria prudenza, già da questi dati relativi al primo anno di ricerca, alcune indicazioni sullo stato della biodiversità marina di alcune aree geografiche sembrano essere state ottenute, confermando la potenziale efficacia del metodo d’indagine. Un obiettivo auspicabile è il raggiungimento del numero prefissato di 17000-20000 schede compilate alla fine dei 4 anni di ricerca. Tale sforzo di rilevamento potrebbe portare alla composizione di un quadro rappresentativo del grado di diversità biologica degli ambienti marini lungo le coste italiane, cui attribuire il valore di contributo alla valutazione qualitativa degli ambienti marini.


                    

 

I tour operator ASTOI - CTS, HOTELPLAN, ORIZZONTI, PIANETA TERRA e SPRINTOURS - QUARK e A.DI. SUB premiano le 10 scuole di subacquea che hanno registrato il maggior numero di schede nell’anno 2002.

 

 

 

 

 

Tabella 1. Quantità di schede registrate dai subacquei di ogni agenzia didattica nel periodo gennaio 2002 – gennaio 2003.

DIDATTICA

Schede registrate

Frazione del totale (%)

 

 

 

SSI

2048

51.3

PADI

786

19.7

NASE

259

6.5

FIAS

186

4.7

NAUI

100

2.5

FIPSAS

93

2.3

SNSI

54

1.4

 

 

 

altre

93

2.3

 

 

 

non specificata

377

9.4

 

 

 

GENERALE

3996

100.0

 

 

 

Tabella 2. Classifica delle scuole in base al numero di schede registrate nel periodo gennaio 2002 - gennaio 2003.

CLUB

Schede Registrate

Frazione del totale (%)

 

 

 

BOLOGNA SCUBA TEAM (Bologna)

542

13.6

SCUBA LIBRE (Bellaria, Rimini)

438

11.0

OKEANOS SCUOLA SUB FIRENZE (Firenze)

420

10.5

ACCADEMIA SUBACQUEA ITALIANA (Campogalliano, Modena)

315

7.9

CENTRO IMMERSIONI PANTELLERIA (Pantelleria, Trapani)

308

7.7

CHIOMA BEACH DIVING CENTER (Quercianella, Livorno)

267

6.7

ASSOCIAZIONE LIBERI ISTRUTTORI (Milano)

223

5.6

CORALL CENTER (Parma)

149

3.7

NAPOLI BLU SUB CENTER (Napoli)

147

3.7

SUB TIME (Sassuolo, Modena)

140

3.5

SCUBA SERVICE ITALIA (Pistoia)

77

1.9

ASSOCIAZIONE SUB PISTOIA (Pistoia)

75

1.9

PUFFO SPORT (Genova)

69

1.7

POLO SUB (Genova)

61

1.5

SCU-BA (Milano)

59

1.5

NOI SUB MONTEBELLUNA (Treviso)

51

1.3

CENTRO SUB LE CASTELLA (Le Castella, Crotone)

42

1.1

KROTON SUB (Crotone)

40

1.0

 

 

 

ALTRI

352

8.8

 

 

 

NON SPECIFICATO

221

5.5

 

 

 

GENERALE

3996

100.0

  

Tabella 3. Distribuzione geografica dei rilevamenti eseguiti nel periodo gennaio 2002-gennaio 2003.

REGIONE

SCHEDE REGISTRATE

FRAZIONE DEL TOTALE (%)

PROVINCE ESPLORATE

 

 

 

 

Catalogna (Spagna)

25

0.6

Estartit

 

 

 

 

Corsica (Francia)

11

0.3

Bonifacio

Sardegna

141

3.5

Cagliari, Nuoro, Sassari

Sicilia

407

10.2

Agrigento, Messina, Siracusa, Trapani

 

 

 

 

Provenza (Francia)

48

1.2

Menton

Liguria

467

11.7

Genova, La Spezia, Savona

Toscana

1977

49.5

Grosseto, Livorno

Lazio

28

0.7

Latina, Roma

Campania

149

3.7

Napoli, Salerno

Basilicata

0

0.0

 

Calabria

119

3.0

Catanzaro, Crotone, Reggio Calabria

Puglia

479

12.0

Bari, Brindisi, Foggia

Molise

0

0.0

 

Abruzzo

0

0.0

 

Marche

14

0.4

Ancona

Emilia Romagna

7

0.2

Ravenna, Rimini,

Veneto

3

0.1

Venezia

Friuli – Venezia Giulia

58

1.5

Trieste

Istria (Croazia)

29

0.7

Rijeca

 

 

 

 

Non specificata

34

0.9

 

 

 

 

 

GENERALE

3996

100.0

 

 

 

 

Tabella 4. Distribuzione ambientale dei rilevamenti eseguiti nel periodo gennaio 2002 – gennaio 2003.

AMBIENTE

SCHEDE REGISTRATE

FRAZIONE DEL TOTALE (%)

 

 

 

Roccioso

3098

77.5

Sabbioso

508

12.7

Altro

123

3.1

 

 

 

Non specificato

267

6.7

 

 

 

GENERALE

3996

100.0

 

 

 

 

Tabella 5. Frequenze di segnalazione degli organismi negli ambienti roccioso e sabbioso. Il grassetto indica le differenze significative.

CODICE

ORGANISMO

AMBIENTE ROCCIOSO:

percentuale di immersioni in cui è stato segnalato

AMBIENTE SABBIOSO:

percentuale di immersioni in cui è stato segnalato

1/A

ombrellino di mare

47.6

57.7

1/B

rosa di mare

40.6

21.9

1/C

posidonia

59.6

71.3

altri vegetali

altri vegetali

33.9

28.3

2/A

condrilla

40.2

19.7

2/B

petrosia

50.5

26.8

altre spugne

altre spugne

38.2

30.9

3/A

corallo rosso

20.5

4.5

3/B

gorgonia rossa

26.6

6.9

3/C

mano di San Pietro

4.4

2.4

altri ottocoralli

altri ottocoralli

21.0

5.7

4/A

anemone di mare

36.0

40.0

4/B

margherita di mare

39.1

15.7

4/C

cerianto

24.2

29.9

altri esacoralli

altri esacoralli

19.0

16.1

5/A

spirografo

65.4

62.6

altri vermi sedentari

altri vermi sedentari

26.3

22.2

6/A

doglio

5.1

2.4

6/B

murice spinoso

12.8

18.7

6/C

vacchetta di mare

29.5

13.4

altri gasteropodi

altri gasteropodi

23.0

21.5

7/A

pinna

34.7

42.3

7/B

ostrica alata

4.0

3.1

altri bivalvi

altri bivalvi

16.3

19.1

8/A

polpo comune

26.0

28.1

8/B

seppia

5.9

7.9

altri cefalopodi

altri cefalopodi

1.6

3.7

9/A

astice

4.7

2.2

9/B

aragosta

21.4

4.1

9/C

granceola

8.5

6.3

9/D

granchio melograno

2.4

8.5

altri decapodi

altri decapodi

12.0

16.5

10/A

falso corallo

40.1

26.6

10/B

trina di mare

27.1

10.2

altri briozoi

altri briozoi

14.4

16.3

11/A

giglio di mare

7.7

8.7

altri crinoidei

altri crinoidei

2.6

2.0

12/A

lingua di mare

14.8

18.3

altri oloturoidei

altri oloturoidei

26.9

22.0

13/A

stella pentagono

6.1

3.9

altri asteroidei

altri asteroidei

32.0

22.0

14/A

stella serpentina liscia

13.0

10.4

altri ofiuroidei

altri ofiuroidei

11.2

9.4

15/A

riccio saetta

5.8

3.9

altri echinoidei

altri echinoidei

30.7

24.0

16/A

patata di mare

54.8

32.9

altri ascidiacei

altri ascidiacei

14.9

15.2

17/A

torpedine ocellata

2.2

2.6

17/B

razza chiodata

2.0

4.3

17/C

murena

39.8

23.4

17/D

pesce San Pietro

2.8

5.7

17/E

cavalluccio marino ramuloso

1.9

13.6

17/F

cavalluccio marino camuso

1.5

6.9

17/G

pesce civetta

3.7

5.5

17/H

cernia bruna

31.8

18.7

17/I

corvina

15.9

14.0

17/L

salpa

53.8

43.9

17/M

castagnola

75.3

66.7

17/N

donzella

69.7

58.1

17/O

rana pescatrice

6.1

3.1

altri pesci

altri pesci

47.2

46.9

------

------

------

------

rifiuti

rifiuti

29.5

44.9

 

 

Tabella 6. Stato della biodiversità vegetale e animale, presenza dei rifiuti e qualità ambientale negli ambienti roccioso e sabbioso. Il valore dell’indice di qualità ambientale varia tra 0 e -1: 0 indica una qualità ambientale ottima, -0.1 buona, -0.3 discreta, -0.5 media, -0.7 bassa, -0.9 molto bassa, -1 pessima. 

 

  

Tabella 7. Ambiente roccioso: distribuzione batimetrica della biodiversità vegetale e animale, della presenza dei rifiuti e della qualità ambientale. Il valore dell’indice di qualità ambientale varia tra 0 e -1: 0 indica una qualità ambientale ottima, -0.1 buona, -0.3 discreta, -0.5 media, -0.7 bassa, -0.9 molto bassa, -1 pessima. Con meno di 20 schede la statistica non è stata eseguita.

 

 

  

Tabella 8. Ambiente sabbioso: distribuzione batimetrica della biodiversità vegetale e animale, della presenza dei rifiuti e della qualità ambientale. Il valore dell’indice di qualità ambientale varia tra 0 e -1: 0 indica una qualità ambientale ottima, -0.1 buona, -0.3 discreta, -0.5 media, -0.7 bassa, -0.9 molto bassa, -1 pessima. Con meno di 20 schede la statistica non è stata eseguita.

 

 

  

Tabella 9. Ambiente roccioso: distribuzione geografica della biodiversità vegetale e animale, della presenza dei rifiuti e della qualità ambientale. Il valore dell’indice di qualità ambientale varia tra 0 e -1: 0 indica una qualità ambientale ottima, -0.1 buona, -0.3 discreta, -0.5 media, -0.7 bassa, -0.9 molto bassa, -1 pessima. Con meno di 20 schede la statistica non è stata eseguita.

 

 

Tabella 10. Ambiente sabbioso: distribuzione geografica della biodiversità vegetale e animale, della presenza dei rifiuti e della qualità ambientale. Il valore dell’indice di qualità ambientale varia tra 0 e -1: 0 indica una qualità ambientale ottima, -0.1 buona, -0.3 discreta, -0.5 media, -0.7 bassa, -0.9 molto bassa, -1 pessima. Con meno di 20 schede la statistica non è stata eseguita.

 

 

Tabella 11. Ambiente roccioso: distribuzione delle schede registrate nel periodo gennaio 2002 – gennaio 2003. Le schede registrate in ciascuna regione relative all’ambiente roccioso sono state scorporate per le varie profondità. Le caselle bianche indicano una quantità di schede sufficiente o buona, quelle grigie una quantità che potrebbe essere aumentata.

 

 

 

 

 Tabella 12. Ambiente sabbioso: distribuzione delle schede registrate nel periodo gennaio 2002 – gennaio 2003. Le schede registrate in ciascuna regione relative all’ambiente sabbioso sono state scorporate per le varie profondità. Le caselle bianche indicano una quantità di schede sufficiente o buona, quelle grigie una quantità che potrebbe essere aumentata.

 

 

 

 

 

Fig. 1. Frequenze di segnalazione degli organismi negli ambienti roccioso e sabbioso. La barra nera indica una frequenza significativamente superiore a quella dell’altro ambiente.

 

 

 

 

Figura 2. Frequenza di avvistamento dei rifiuti alle diverse profondità nelle immersioni eseguite negli ambienti roccioso e sabbioso. Lo zero (0) indica l’assenza di schede registrate; l’asterisco (*) indica una quantità di schede insufficiente per l’analisi statistica.

  

 

Figura 3. Frequenza di avvistamento dei rifiuti nelle varie regioni costiere nelle immersioni eseguite negli ambienti roccioso e sabbioso. Lo zero (0) indica l’assenza di schede registrate; l’asterisco (*) indica una quantità di schede insufficiente per l’analisi statistica.

 

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