
Alma Mater Studiorum ●
Università di Bologna
risultati
del primo anno di ricerca
Stefano
Goffredo, Patrizia Neri, Antonio Orlandi, Maria Scola Gagliardi, Corrado
Piccinetti, Francesco Zaccanti
Marine
Science Group, Dipartimento di Biologia Evoluzionistica Sperimentale, via F.
Selmi 3, 40126 Bologna
www.marinesciencegroup.org
Introduzione
In ecologia con il termine “biodiversità”, s’intende il numero
di specie vegetali e animali presenti in un determinato luogo, regione, o
ecosistema. Un habitat “naturale, inalterato”, ad esempio un bosco,
presenta un elevato grado di biodiversità perché in esso vivono molte specie
di piante e animali. Al contrario, un ambiente “innaturale, alterato”, ad
esempio un campo coltivato a grano, presenta un basso grado di biodiversità
perché ospita una sola essenza vegetale. Quindi il livello di diversità
biologica è indice dello stato dell’ambiente.
Il monitoraggio è essenziale per la diagnosi dello stato di salute
dell’ambiente e quindi è preliminare agli interventi di gestione
equilibrata e di conservazione delle risorse naturali. Se sensibilizzati e
coinvolti, i cittadini possono partecipare alle azioni di monitoraggio. I
subacquei sportivi, con il successo di alcuni progetti precedenti, hanno già
dimostrato la loro capacità di operare come controllori dell’ambiente
marino.
Questa Ricerca, di durata quadriennale, denominata “Sub per
l’Ambiente - Progetto Biodiversità Subacquea del Mediterraneo”, ha lo
scopo di stimare, lungo le coste italiane, il grado di diversità biologica
degli ambienti marini. I subacquei sportivi rappresentano gli operatori della
Ricerca. Ad essi è chiesto di compilare una scheda di rilevamento in cui
vengono indicati gli organismi incontrati nel corso delle immersioni e la loro
abbondanza.
Le agenzie di didattica subacquea, IDEA, PADI, SNSI e SSI partecipano
alla realizzazione della ricerca sensibilizzando i subacquei alla compilazione
delle schede, mediante l’opera delle loro guide ed istruttori.
Ricercatori dell’Università si occupano della elaborazione dei dati
per la valutazione oggettiva della qualità ambientale e della divulgazione
dei risultati.
ASTOI, l’Associazione dei Tour Operator Italiani, impegnata per lo
sviluppo di un turismo organizzato e sostenibile come fattore di progresso
sociale e culturale, contribuisce alle spese universitarie.
Quark, il mensile di divulgazione scientifica, promuove la diffusione
delle problematiche, delle metodiche e dei risultati della ricerca.
Il Ministero dell’Ambiente patrocina la ricerca.
Risultati
Distribuzione dei rilevamenti
Le schede registrate nel periodo gennaio 2002 – gennaio 2003 sono state 3996, pari a 2899 ore d’immersione. Da un punto di vista quantitativo questo numero è certamente più che soddisfacente, in quanto rappresenta il doppio della quantità minima attesa per il primo anno.
Anche se il progetto si avvale della collaborazione di alcune agenzie didattiche di riferimento, il 25% delle schede di rilevamento è stato registrato da subacquei affiliati ad altre agenzie (Tabella 1). Questo dato sembra sottolineare come “Sub per l’Ambiente” abbia colmato un vuoto preesistente, rappresentando un mezzo utile di valorizzazione delle immersioni ricreative, in grado di fornire nuovi stimoli ed entusiasmo all’attività subacquea. Alcune scuole o centri d’immersione si sono distinti per il loro contributo alla raccolta dei dati (Tabella 2).
La distribuzione geografica dei rilevamenti effettuati copre un’area piuttosto vasta (Tabella 3). Delle 15 regioni costiere italiane, 12 sono state coperte dai rilevamenti; inoltre, sono state campionate anche alcune regioni estere limitrofe. In termini quantitativi, la distribuzione ottenuta risulta però disomogenea, in quanto, ad esempio, solo il 15% delle schede registrate nei mari italiani proviene dal versante adriatico. Sarebbe perciò auspicabile che nei prossimi tre anni un maggiore sforzo di rilevamento fosse concentrato lungo la costa orientale della penisola italiana.
La distribuzione ambientale dei rilevamenti eseguiti, pur avendo il 77.5% delle schede registrate che si riferisce all’ambiente roccioso, presenta un numero significativo di dati anche per l’ambiente sabbioso (Tabella 4), permettendo così una preliminare analisi comparativa della biodiversità correlata ai due principali ambienti marini.
Biodiversità
Le frequenze di segnalazione degli organismi studiati differiscono tra l’ambiente sabbioso e quello roccioso (Tabella 5). In particolare alcuni organismi risultano prediligere uno dei due ambienti: tra questi le due specie di cavalluccio marino, il granchio melograno, la razza chiodata e il pesce San Pietro risultano significativamente più frequenti nell’ambiente sabbioso; la vacchetta di mare, il doglio, l’astice e l’aragosta risultano significativamente più frequenti in quello roccioso (Figura 1).
In generale, lo stato della biodiversità risulta differente tra l’ambiente roccioso e quello sabbioso (Tabella 6). Mentre la biodiversità vegetale risulta più elevata e più equilibrata nell’ambiente roccioso, la biodiversità animale anch’essa più elevata nell’ambiente roccioso, risulta più equilibrata in quello sabbioso. Per quanto riguarda la frequenza di segnalazione dei rifiuti, questa risulta significativamente superiore nell’ambiente sabbioso rispetto all’ambiente roccioso (Tabella 6). Una prima valutazione di questi fattori bio-ecologici sembrerebbe indicare, in generale, una qualità ambientale superiore per l’ambiente roccioso, rispetto a quello sabbioso.
All’aumentare della profondità, la qualità ambientale sembrerebbe aumentare, non tanto per lo stato della biodiversità che sembra non avere sostanziali variazioni, quanto per la presenza dei rifiuti che tende a diminuire, in particolare nell’ambiente roccioso (Tabelle 7, 8; Figura 2).
Lo stato della biodiversità risulta avere significative variazioni tra le aree geografiche considerate (Tabelle 9, 10). Sopra la media risultano le condizioni della biodiversità in Friuli-Venezia Giulia e in Sicilia. Per quanto concerne la frequenza di avvistamento dei rifiuti, anche questa presenta notevoli variazioni tra le regioni (Figura 3) risultando più elevata in Friuli-Venezia Giulia, Campania, Calabria e Puglia e più bassa in Toscana e Sicilia. Un primo bilancio dei parametri che misurano lo stato della biodiversità fornisce alcune indicazioni sulla qualità ambientale delle varie aree geografiche. Il Friuli-Venezia Giulia nel versante adriatico e la Campania, la Calabria, la Sicilia e la Sardegna nel versante tirrenico sono le regioni che risultano avere un indice di qualità ambientale significativamente superiore a quello medio, sia nell’ambiente roccioso che in quello sabbioso (Tabelle 9, 10).
Conclusioni
Progetti di ricerca precedenti svolti in Mediterraneo hanno dimostrato che la raccolta di dati sulla presenza di organismi marini mediante la collaborazione dei subacquei ricreativi rappresenta una metodologia di indagine efficace. I vantaggi di questa metodologia possono essere individuati nella capacità dei subacquei ricreativi di compiere una elevata mole di lavoro di osservazione, in tempi relativamente brevi, coprendo vaste aree geografiche, a bassi costi per gli istituti di ricerca. Il limite più importante in questo tipo di collaborazione consiste nella disomogeneità dello sforzo di campionamento nella sua distribuzione nel tempo e nello spazio. Questo limite è ovviamente intrinseco alla metodologia d’indagine in quanto i volontari, giustamente, compiono le immersioni nelle stagioni e nei luoghi preferiti. In ogni caso si potrebbe tentare di migliorare la distribuzione dei campionamenti nel corso di questa ricerca, incrementando, per quanto possibile, il numero dei rilevamenti sui substrati sabbiosi o nel versante adriatico (Tabelle 11, 12). Pur con la necessaria prudenza, già da questi dati relativi al primo anno di ricerca, alcune indicazioni sullo stato della biodiversità marina di alcune aree geografiche sembrano essere state ottenute, confermando la potenziale efficacia del metodo d’indagine. Un obiettivo auspicabile è il raggiungimento del numero prefissato di 17000-20000 schede compilate alla fine dei 4 anni di ricerca. Tale sforzo di rilevamento potrebbe portare alla composizione di un quadro rappresentativo del grado di diversità biologica degli ambienti marini lungo le coste italiane, cui attribuire il valore di contributo alla valutazione qualitativa degli ambienti marini.
I tour operator ASTOI - CTS, HOTELPLAN, ORIZZONTI, PIANETA TERRA e SPRINTOURS - QUARK e A.DI. SUB premiano le 10 scuole di subacquea che hanno registrato il maggior numero di schede nell’anno 2002.
Tabella 1. Quantità di schede registrate dai subacquei di ogni agenzia didattica nel periodo gennaio 2002 – gennaio 2003.
|
DIDATTICA |
Schede
registrate |
Frazione
del totale (%) |
|
|
|
|
|
SSI |
2048 |
51.3 |
|
PADI |
786 |
19.7 |
|
NASE |
259 |
6.5 |
|
FIAS |
186 |
4.7 |
|
NAUI |
100 |
2.5 |
|
FIPSAS |
93 |
2.3 |
|
SNSI |
54 |
1.4 |
|
|
|
|
|
altre |
93 |
2.3 |
|
|
|
|
|
non
specificata |
377 |
9.4 |
|
|
|
|
|
GENERALE |
3996 |
100.0 |
Tabella 2. Classifica delle scuole in base al numero di schede registrate nel periodo gennaio 2002 - gennaio 2003.
|
CLUB |
Schede
Registrate |
Frazione
del totale (%) |
|
|
|
|
|
BOLOGNA
SCUBA TEAM (Bologna) |
542 |
13.6 |
|
SCUBA
LIBRE (Bellaria, Rimini) |
438 |
11.0 |
|
OKEANOS
SCUOLA SUB FIRENZE (Firenze) |
420 |
10.5 |
|
ACCADEMIA
SUBACQUEA ITALIANA (Campogalliano, Modena) |
315 |
7.9 |
|
CENTRO
IMMERSIONI PANTELLERIA (Pantelleria, Trapani) |
308 |
7.7 |
|
CHIOMA
BEACH DIVING CENTER (Quercianella, Livorno) |
267 |
6.7 |
|
ASSOCIAZIONE
LIBERI ISTRUTTORI (Milano) |
223 |
5.6 |
|
CORALL
CENTER (Parma) |
149 |
3.7 |
|
NAPOLI
BLU SUB CENTER (Napoli) |
147 |
3.7 |
|
SUB
TIME (Sassuolo, Modena) |
140 |
3.5 |
|
SCUBA
SERVICE ITALIA (Pistoia) |
77 |
1.9 |
|
ASSOCIAZIONE
SUB PISTOIA (Pistoia) |
75 |
1.9 |
|
PUFFO
SPORT (Genova) |
69 |
1.7 |
|
POLO
SUB (Genova) |
61 |
1.5 |
|
SCU-BA
(Milano) |
59 |
1.5 |
|
NOI
SUB MONTEBELLUNA (Treviso) |
51 |
1.3 |
|
CENTRO
SUB LE CASTELLA (Le Castella, Crotone) |
42 |
1.1 |
|
KROTON
SUB (Crotone) |
40 |
1.0 |
|
|
|
|
|
ALTRI |
352 |
8.8 |
|
|
|
|
|
NON
SPECIFICATO |
221 |
5.5 |
|
|
|
|
|
GENERALE |
3996 |
100.0 |
|
REGIONE |
SCHEDE
REGISTRATE |
FRAZIONE
DEL TOTALE (%) |
PROVINCE
ESPLORATE |
|
|
|
|
|
|
Catalogna
(Spagna) |
25 |
0.6 |
Estartit |
|
|
|
|
|
|
Corsica
(Francia) |
11 |
0.3 |
Bonifacio |
|
Sardegna |
141 |
3.5 |
Cagliari,
Nuoro, Sassari |
|
Sicilia |
407 |
10.2 |
Agrigento,
Messina, Siracusa, Trapani |
|
|
|
|
|
|
Provenza
(Francia) |
48 |
1.2 |
Menton |
|
Liguria |
467 |
11.7 |
Genova,
La Spezia, Savona |
|
Toscana |
1977 |
49.5 |
Grosseto,
Livorno |
|
Lazio |
28 |
0.7 |
Latina,
Roma |
|
Campania |
149 |
3.7 |
Napoli,
Salerno |
|
Basilicata |
0 |
0.0 |
|
|
Calabria |
119 |
3.0 |
Catanzaro,
Crotone, Reggio Calabria |
|
Puglia |
479 |
12.0 |
Bari,
Brindisi, Foggia |
|
Molise |
0 |
0.0 |
|
|
Abruzzo |
0 |
0.0 |
|
|
Marche |
14 |
0.4 |
Ancona |
|
Emilia
Romagna |
7 |
0.2 |
Ravenna,
Rimini, |
|
Veneto |
3 |
0.1 |
Venezia |
|
Friuli
– Venezia Giulia |
58 |
1.5 |
Trieste |
|
Istria
(Croazia) |
29 |
0.7 |
Rijeca |
|
|
|
|
|
|
Non
specificata |
34 |
0.9 |
|
|
|
|
|
|
|
GENERALE |
3996 |
100.0 |
|
Tabella 4. Distribuzione ambientale dei rilevamenti eseguiti nel periodo gennaio 2002 – gennaio 2003.
|
AMBIENTE |
SCHEDE
REGISTRATE |
FRAZIONE
DEL TOTALE (%) |
|
|
|
|
|
Roccioso |
3098 |
77.5 |
|
Sabbioso |
508 |
12.7 |
|
Altro |
123 |
3.1 |
|
|
|
|
|
Non
specificato |
267 |
6.7 |
|
|
|
|
|
GENERALE |
3996 |
100.0 |
|
CODICE |
ORGANISMO |
AMBIENTE
ROCCIOSO: percentuale
di immersioni in cui è stato segnalato |
AMBIENTE
SABBIOSO: percentuale
di immersioni in cui è stato segnalato |
|
1/A |
ombrellino
di mare |
47.6 |
57.7 |
|
1/B |
rosa
di mare |
40.6 |
21.9 |
|
1/C |
posidonia |
59.6 |
71.3 |
|
altri
vegetali |
altri
vegetali |
33.9 |
28.3 |
|
2/A |
condrilla |
40.2 |
19.7 |
|
2/B |
petrosia |
50.5 |
26.8 |
|
altre
spugne |
altre
spugne |
38.2 |
30.9 |
|
3/A |
corallo
rosso |
20.5 |
4.5 |
|
3/B |
gorgonia
rossa |
26.6 |
6.9 |
|
3/C |
mano
di San Pietro |
4.4 |
2.4 |
|
altri
ottocoralli |
altri
ottocoralli |
21.0 |
5.7 |
|
4/A |
anemone
di mare |
36.0 |
40.0 |
|
4/B |
margherita
di mare |
39.1 |
15.7 |
|
4/C |
cerianto |
24.2 |
29.9 |
|
altri
esacoralli |
altri
esacoralli |
19.0 |
16.1 |
|
5/A |
spirografo |
65.4 |
62.6 |
|
altri
vermi sedentari |
altri
vermi sedentari |
26.3 |
22.2 |
|
6/A |
doglio |
5.1 |
2.4 |
|
6/B |
murice
spinoso |
12.8 |
18.7 |
|
6/C |
vacchetta
di mare |
29.5 |
13.4 |
|
altri
gasteropodi |
altri
gasteropodi |
23.0 |
21.5 |
|
7/A |
pinna |
34.7 |
42.3 |
|
7/B |
ostrica
alata |
4.0 |
3.1 |
|
altri
bivalvi |
altri
bivalvi |
16.3 |
19.1 |
|
8/A |
polpo
comune |
26.0 |
28.1 |
|
8/B |
seppia |
5.9 |
7.9 |
|
altri
cefalopodi |
altri
cefalopodi |
1.6 |
3.7 |
|
9/A |
astice |
4.7 |
2.2 |
|
9/B |
aragosta |
21.4 |
4.1 |
|
9/C |
granceola |
8.5 |
6.3 |
|
9/D |
granchio
melograno |
2.4 |
8.5 |
|
altri
decapodi |
altri
decapodi |
12.0 |
16.5 |
|
10/A |
falso
corallo |
40.1 |
26.6 |
|
10/B |
trina
di mare |
27.1 |
10.2 |
|
altri
briozoi |
altri
briozoi |
14.4 |
16.3 |
|
11/A |
giglio
di mare |
7.7 |
8.7 |
|
altri
crinoidei |
altri
crinoidei |
2.6 |
2.0 |
|
12/A |
lingua
di mare |
14.8 |
18.3 |
|
altri
oloturoidei |
altri
oloturoidei |
26.9 |
22.0 |
|
13/A |
stella
pentagono |
6.1 |
3.9 |
|
altri
asteroidei |
altri
asteroidei |
32.0 |
22.0 |
|
14/A |
stella
serpentina liscia |
13.0 |
10.4 |
|
altri
ofiuroidei |
altri
ofiuroidei |
11.2 |
9.4 |
|
15/A |
riccio
saetta |
5.8 |
3.9 |
|
altri
echinoidei |
altri
echinoidei |
30.7 |
24.0 |
|
16/A |
patata
di mare |
54.8 |
32.9 |
|
altri
ascidiacei |
altri
ascidiacei |
14.9 |
15.2 |
|
17/A |
torpedine
ocellata |
2.2 |
2.6 |
|
17/B |
razza
chiodata |
2.0 |
4.3 |
|
17/C |
murena |
39.8 |
23.4 |
|
17/D |
pesce
San Pietro |
2.8 |
5.7 |
|
17/E |
cavalluccio
marino ramuloso |
1.9 |
13.6 |
|
17/F |
cavalluccio
marino camuso |
1.5 |
6.9 |
|
17/G |
pesce
civetta |
3.7 |
5.5 |
|
17/H |
cernia
bruna |
31.8 |
18.7 |
|
17/I |
corvina |
15.9 |
14.0 |
|
17/L |
salpa |
53.8 |
43.9 |
|
17/M |
castagnola |
75.3 |
66.7 |
|
17/N |
donzella |
69.7 |
58.1 |
|
17/O |
rana
pescatrice |
6.1 |
3.1 |
|
altri
pesci |
altri
pesci |
47.2 |
46.9 |
|
------ |
------ |
------ |
------ |
|
rifiuti |
rifiuti |
29.5 |
44.9 |
Tabella 6. Stato
della biodiversità vegetale e animale, presenza dei rifiuti e qualità
ambientale negli ambienti roccioso e sabbioso. Il valore dell’indice di qualità
ambientale varia tra 0 e -1: 0 indica una qualità ambientale ottima, -0.1
buona, -0.3 discreta, -0.5 media, -0.7 bassa, -0.9 molto bassa, -1 pessima.
Tabella 7. Ambiente roccioso: distribuzione batimetrica della biodiversità vegetale e animale, della presenza dei rifiuti e della qualità ambientale. Il valore dell’indice di qualità ambientale varia tra 0 e -1: 0 indica una qualità ambientale ottima, -0.1 buona, -0.3 discreta, -0.5 media, -0.7 bassa, -0.9 molto bassa, -1 pessima. Con meno di 20 schede la statistica non è stata eseguita.
Tabella 8. Ambiente sabbioso: distribuzione batimetrica della biodiversità vegetale e animale, della presenza dei rifiuti e della qualità ambientale. Il valore dell’indice di qualità ambientale varia tra 0 e -1: 0 indica una qualità ambientale ottima, -0.1 buona, -0.3 discreta, -0.5 media, -0.7 bassa, -0.9 molto bassa, -1 pessima. Con meno di 20 schede la statistica non è stata eseguita.
Tabella 9. Ambiente roccioso: distribuzione geografica della biodiversità vegetale e animale, della presenza dei rifiuti e della qualità ambientale. Il valore dell’indice di qualità ambientale varia tra 0 e -1: 0 indica una qualità ambientale ottima, -0.1 buona, -0.3 discreta, -0.5 media, -0.7 bassa, -0.9 molto bassa, -1 pessima. Con meno di 20 schede la statistica non è stata eseguita.
Tabella 10. Ambiente sabbioso: distribuzione geografica della biodiversità vegetale e animale, della presenza dei rifiuti e della qualità ambientale. Il valore dell’indice di qualità ambientale varia tra 0 e -1: 0 indica una qualità ambientale ottima, -0.1 buona, -0.3 discreta, -0.5 media, -0.7 bassa, -0.9 molto bassa, -1 pessima. Con meno di 20 schede la statistica non è stata eseguita.
Tabella 11. Ambiente roccioso: distribuzione delle schede registrate nel periodo gennaio 2002 – gennaio 2003. Le schede registrate in ciascuna regione relative all’ambiente roccioso sono state scorporate per le varie profondità. Le caselle bianche indicano una quantità di schede sufficiente o buona, quelle grigie una quantità che potrebbe essere aumentata.
Tabella 12. Ambiente sabbioso: distribuzione delle schede registrate nel periodo gennaio 2002 – gennaio 2003. Le schede registrate in ciascuna regione relative all’ambiente sabbioso sono state scorporate per le varie profondità. Le caselle bianche indicano una quantità di schede sufficiente o buona, quelle grigie una quantità che potrebbe essere aumentata.
Fig. 1. Frequenze di segnalazione degli organismi negli ambienti roccioso e sabbioso. La barra nera indica una frequenza significativamente superiore a quella dell’altro ambiente.
Figura 2.
Frequenza di avvistamento dei rifiuti alle diverse profondità nelle immersioni
eseguite negli ambienti roccioso e sabbioso. Lo zero (0) indica l’assenza di
schede registrate; l’asterisco (*)
indica una quantità di schede insufficiente per l’analisi statistica.
Figura 3. Frequenza di avvistamento dei rifiuti nelle varie regioni costiere nelle immersioni eseguite negli ambienti roccioso e sabbioso. Lo zero (0) indica l’assenza di schede registrate; l’asterisco (*) indica una quantità di schede insufficiente per l’analisi statistica.
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