RED SEA BIODIVERSITY MONITORING PROGRAM - LA RICERCA

PREMESSA

La biodiversità, le  barriere coralline e il monitoraggio ambientale

Il significato fondamentale di biodiversità risiede nel concetto di ricchezza di specie, intesa come il numero di specie presenti in un determinato luogo, regione o ecosistema; gli ecologi, infatti, sono soliti misurare la diversità mediante una serie di indici che, più o meno direttamente, mettono in relazione il numero delle specie con la loro abbondanza e/o dominanza numerica. La biodiversità ricopre un importante valore ecologico come indicatore dello stato di salute dell’ambiente e i servizi prodotti dai sistemi ecologici si identificano come aspetti primari per il benessere umano rappresentando una parte del valore economico dell’intero pianeta. Vari studi hanno descritto e quantificato l'altissimo valore economico dei servizi ecosistemici dell'intera biosfera e ciò ha portato alla convinzione che ad una perdita di biodiversità segua una perdita di funzioni dell’ecosistema ed una conseguente perdita di “servizi” per l’umanità. Questi presupposti hanno determinando il crescente interesse a livello politico e governativo per la diversità biologica e la sua gestione.

Le barriere coralline sono l’ecosistema marino con la più alta biodiversità e ospitano circa un terzo di tutte le specie marine descritte, molte delle quali esclusive di questo ambiente. Le barriere coralline ricoprono inoltre un ruolo chiave per le attività umane, fornendo beni essenziali e servizi importanti a oltre 500 milioni di persone in tutto il mondo, supportando l’industria del turismo - principale risorsa economica per molti paesi del terzo mondo, favorendo la pesca commerciale e ricreativa e producendo un welfare associato con la loro gestione e tutela. Tuttavia tali ambienti subiscono una notevole quantità di minacce da parte dell’uomo e sono vulnerabili ai cambiamenti ambientali globali (come il riscaldamento e l’acidificazione degli oceani). Fondamentale da considerare è che le conseguenze della degradazione delle barriere coralline non si limiterebbero alla perdita dei beni e dei servizi che queste forniscono, ma significherebbero soprattutto l’estinzione della maggior parte dell’intera biodiversità della terra, probabilmente qualcosa di mai sperimentato prima nella storia dell’umanità. La conservazione della biodiversità e la gestione equilibrata delle risorse naturali è obiettivo prioritario ed intrinseco delle politiche ambientali e culturali di amministrazioni locali e governi nazionali ed internazionali (ad esempio: Convenzione sulla Diversità Biologica del 1992 e Direttiva Habitat 92/43/CEE). Tra le otto azioni che la Convenzione sulla Diversità Biologica di Rio de Janeiro indica come prioritarie vi è il monitoraggio su grande scala geografica dei componenti della biodiversità. Il monitoraggio, quantificando i cambiamenti nelle risorse nel tempo e nello spazio, fornisce le linee guida per la gestione della diversità biologica. In assenza di grandi disponibilità economiche da parte delle autorità locali e dei governi, i cittadini, se preparati adeguatamente, possono raccogliere dati affidabili e eseguire valutazioni comparabili a quelle eseguite dai professionisti, abbassando i costi, spesso proibitivi dei monitoraggi eseguiti su grande scala geografica e temporale. Il coinvolgimento dei cittadini ha, inoltre, un importante valore educativo in quanto accresce la sensibilità alle problematiche della conservazione. Questo influenza positivamente il comportamento dei cittadini e può determinare una riduzione dell’impatto sull’ambiente.

I precedenti progetti dell’Università di Bologna

Il Marine Science Group (MSG - www.marinesciencegroup.org) del Dipartimento di Biologia Evoluzionistica Sperimentale dell’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna sta sperimentando dal 1999 la collaborazione dei cittadini volontari, ricavando risultati incoraggianti. Nei progetti di MSG, i subacquei ricreativi vengono coinvolti in ricerche concernenti il monitoraggio della biodiversità marina. Il primo progetto denominato “Missione Hippocampus Mediterraneo”, avviato nel 1999, ha visto i suoi risultati pubblicati sulla rivista scientifica Conservation Biology, edita dalla Associazione Statunitense per la Biologia della Conservazione (http://www.conbio.org). Patrocinato dal Ministero dell’Ambiente, il progetto è stato sostenuto da due agenzie di didattica subacquea - SSI e SNSI - ed ha visto la collaborazione dell’associazione ambientalista Underwater Life Project. Terminata nel 2001 la ricerca ha rappresentato il primo censimento delle due specie di cavalluccio marino presenti lungo le coste Italiane. Sebbene alcuni dei risultati possano essere stati influenzati dalla metodologia di indagine basata sugli avvistamenti di subacquei ricreativi, “Missione Hippocampus Mediterraneo” ha permesso di tracciare un quadro rappresentativo della distribuzione geografica ed ecologica delle popolazioni di Hippocampus dei nostri mari. Aspetto non meno rilevante, il progetto ha permesso di evidenziare quanto i cittadini siano interessati a partecipare ai monitoraggi ambientali ed a mettere in luce quanto gli organi di informazione siano propensi a divulgare questo tipo di iniziative (in 3 anni oltre 8700 schede di rilevamento compilate e numerosi spazi su tutti i media). Nel 2002, ideata e promossa sulla base dei risultati della precedente esperienza, è iniziata la campagna: “Sub per l’Ambiente. 2002-2005: Progetto Biodiversità Subacquea del Mediterraneo”, ricerca che ha avuto lo scopo di ottenere indicazioni sullo stato della biodiversità marina lungo le coste mediterranee avvalendosi nuovamente della collaborazione di operatori volontari. La ricerca è stata patrocinata dal Ministero dell’Ambiente e partner dell’Università di Bologna nella sua realizzazione sono stati: ASTOI, Associazione Tour Operator Italiani (www.astoi.com), ADI SUB, associazione delle didattiche subacquee IDEA, PADI, SNSI, SSI (www.adisub.org) e la testata di divulgazione scientifica QUARK. “Sub per l’Ambiente” ha prodotto risultati significativi (pubblicati sulla rivista scientifica della Società Americana di Ecologia – Ecological Appliction) : quasi 19000 schede registrate in 4 anni e una stima conservativa di 71 milioni di contatti prodotti tramite la collaborazione dei principali mass-media nazionali. La rassegna stampa completa è disponibile sul sito internet www.marinesciencegroup.org del gruppo di ricerca responsabile.

Il progetto per il Mar Rosso

Dalla fine degli anni Settanta il flusso turistico verso le aree politicamente più stabili del Mar Rosso ha visto una crescita senza precedenti, tale da rendere oggi il turismo una componente essenziale nell’economia della regione. . La costa del Sinai meridionale presso Sharm el Sheikh, è tra le mete più popolari e, da fonti dalla Egyptian Tourist Authority, è stato rivelato che il 25% dell’intero flusso turistico verso tale area è costituito da subacquei ricreativi attratti dalle barriere coralline del Parco Nazionale di Ras Mohamed . Questa  importanza economica del turismo fornisce alle autorità politiche un’ottima ragione per la conservazione dei reef, inoltre uno sviluppo sostenibile del turismo consentirebbe di preservare gli ecosistemi alla base del valore economico stesso. Oltre a ciò è dimostrato che un briefing pre-immersione sulla delicata natura dell’ecosistema corallino e sulle tecniche di galleggiamento in immersione può migliorare il comportamento dei turisti subacquei riducendo notevolmente l’impatto sul reef. In Mediterraneo l’innovativa metodica di monitoraggio ambientale introdotta dal Marine Science Group dell’ Università di Bologna dal 1999, ha permesso di avvicinare in 5 anni alcune migliaia di turisti subacquei e di dimostrare che essi sono, non solo interessati a partecipare a questo tipo di progetto, ma anche che, una volta addestrati, sono in grado di raccogliere una grande mole di informazioni utili alla ricerca (vedi “I precedenti progetti dell’Università di Bologna). In piena continuità scientifica con le iniziative precedenti del Marine Science Group del Dipartimento di Biologia Evoluzionistica dell’Università di Bologna, in un contesto di azioni innovative rivolte non soltanto al monitoraggio ambientale, ma anche alla educazione naturalistica, si inserisce “STE: Scuba Tourism for the Environment – Red Sea Biodiversity Monitoring Program”, i cui scopi sono:

Ø         coinvolgere i turisti subacquei nella raccolta di dati sulla biodiversità marina dell'area del Mar Rosso;

Ø         promuovere l’educazione ambientale dei suoi visitatori;

Ø         supportare le autorità locali nella gestione degli sforzi atti alla conservazione dell’ecosistema;

Ø         fornire un contributo allo sviluppo del turismo sostenibile. Legando il mondo accademico a quello economico-sociale, grazie al coinvolgimento  degli operatori del settore turistico e delle autorità locali nello sviluppo di attività volte alla tutela ambientale, STEproject potrebbe rappresentare un modello di attività scientifica interdisciplinare finalizzata allo sviluppo di un sistema in cui soddisfare simultaneamente le esigenze della natura a quelle dell’umanità.

OBIETTIVI DEL PROGETTO

Ø         sviluppare un ampia banca dati sulla presenza e abbondanza relativa su numerosi taxa chiave, un utile strumento per istituzioni e organizzazioni sia pubbliche che private incaricate della gestione e conservazione delle risorse naturali del Mar Rosso;

Ø         descrivere trend spaziali e temporali sull’ecosistema e sulla presenza, distribuzione e abbondanza delle specie censite;

Ø         correlare questi trend con le attività umane, intense e in espansione, che hanno una forte rilevanza per l’economia delle comunità locali;

Ø         verificare le attuali misure di protezione e identificare aree con particolari problemi di conservazione e siti con condizioni vergini di biodiversità tali da diventare prioritari per la conservazione dell’ecosistema;

Ø         individuare segnali “early-warning” di stress per i coralli e significativi cambiamenti ambientali.

METODOLOGIA DEL PROGETTO

Realizzazione di una Scheda di Rilevamento

Tale scheda costituisce il supporto di riferimento per la partecipazione dei turisti al progetto. Stampata su carta patinata, la scheda sarà costituita di tre sezioni. Una prima con informazioni su come avvicinare in maniera sostenibile il reef corallino, una seconda con immagini ad alta risoluzione, atta all’identificazione degli organismi da censire, una terza atta alla registrazione dei dati. La realizzazione della scheda di rilevamento richiede le seguenti fasi operative:

A) Individuazione da parte di ricercatori di MSG di organismi animali caratteristici dell’area del Mar Rosso che, oltre a essere ritenuti indicatori della qualità dell’ambiente, rispecchino le seguenti caratteristiche:

Ø          rappresentativi di tutti i livelli trofici;

Ø          essere di facile riconoscimento per il subacqueo o snorkelista;

Ø          essere presenti e con una frequenza comune in tutto il Mar Rosso.

B) Impiego di un ricercatore di MSG e di un fotografo subacqueo per l’acquisizione dell’iconografia necessaria alla realizzazione della scheda. La figura professionale del fotografo subacqueo è stata individuata nella persona del Sig. Gianni Neto (www.giannineto.it). Già collaboratore di MSG e autore delle immagini utilizzate per le schede di rilevamento, le attività divulgative e le pagine internet di “Missione Hippocampus Mediterraneo” e “Sub per l’Ambiente”, egli conosce a fondo le esigenze e le problematiche dei monitoraggi ambientali che MSG conduce in collaborazione con i subacquei ricreativi. Le spese di soggiorno del ricercatore e del fotografo subacqueo saranno sostenute dai partner di MSG.

C) Stampa della scheda, i cui costi saranno sostenuti dai partner di MSG.

Distribuzione della scheda di rilevamento

Una volta realizzata, la scheda sarà distribuita presso le strutture e le sedi che MSG e i suoi partner riterranno opportune. Sarebbe auspicabile che la scheda venga distribuita presso agenzie di viaggio, aeroporti, vettori aerei, strutture alberghiere, villaggi e diving center dell’area interessata al monitoraggio così come presso le scuole di immersione italiane affiliate alle agenzie di didattica subacquea aderenti all’iniziativa. La scheda potrà essere distribuita anche nelle strutture dell’Università di Bologna e nelle sedi dei partner sostenitori. Potrebbe inoltre essere allegata o inserita all’interno delle riviste che collaboreranno alla divulgazione del progetto. In formato elettronico la scheda sarà reperibile anche su internet.  

Raccolta dei dati sulla biodiversità subacquea

Il campionamento necessita delle seguenti fasi operative:

A) Formazione del personale:
I partner del progetto, in collaborazione con ricercatori di MSG, organizzeranno appositi seminari di formazione per i loro operatori (animatori, guide, istruttori subacquei, etc.) attivi nell’area di ricerca del progetto.

 B) Sensibilizzazione e coinvolgimento di turisti:

Il personale così preparato sensibilizzerà i subacquei e snorkelisti tramite breafing pre e post immersione. I subacquei e  snorkelisti  saranno stimolati a prendere parte alla ricerca anche nel corso di manifestazioni pubbliche appositamente organizzate, tramite collaborazioni con i media e nelle sedi di distribuzione delle schede.

Queste fasi operative, premessa indispensabile all’inizio dell’attività di acquisizione dei dati, saranno riproposte periodicamente nel corso degli anni del progetto. I costi di tali fasi operative saranno a carico dei partner sostenitori.

Raccolta e invio delle schede di rilevamento alla sede di MSG

I diving center che saranno coinvolti nel progetto, assumeranno il titolo di “Field Stations” e saranno i centri di raccolta temporanea delle schede compilate. Dai diving le schede saranno inviate a MSG presso il Dipartimento di Biologia dell’Università di Bologna che procederà all’elaborazione dei dati. Tempi e modalità di invio saranno definiti in fase di attuazione del progetto, ma le spedizioni dovranno comunque essere distribuite lungo tutto il corso dell’anno.

Elaborazione delle informazioni

I ricercatori di MSG elaboreranno sistematicamente le informazioni che giungeranno e forniranno annualmente una relazione sullo stato del progetto.  

Divulgazione dei risultati

La relazione annuale sull’andamento della ricerca e i risultati finali del progetto saranno periodicamente divulgati al pubblico per favorire la diffusione del progetto e fornire un riscontro ai partecipanti. In questa fase del progetto MSG metterà a disposizione esperienza, conoscenze e una cospicua serie di contatti già consolidati sia con i mass-media (quotidiani e periodici, programmi televisivi e radio, magazine di bordo dei vettori aerei, etc.) sia con i subacquei ricreativi e le strutture a cui fanno riferimento (scuole e diving center).

RISULTATI ATTESI

Al temine della ricerca sarà fruibile un database contenente informazioni sulla presenza, distribuzione e abbondanza degli organismi censiti, da cui verranno ricavati trend spaziali e temporali relativi sia all’ecologia degli organismi che alla biodiversità costiera.

Grazie al rapporto consolidato con il Ministero Egiziano del turismo, i ricercatori di MSG saranno in grado di:

Ø       suggerire piani di prevenzioni di situazioni critiche per l’ambiente attraverso l’osservazione di segnali “early-warning” . La sensibilità dei coralli, delle barriere coralline e degli ecosistemi correlati ai cambiamenti climatici e il loro potenziale uso come sensori e indicatori di cambiamento, rappresentano un valido metodo per predire il punto critico di sfruttamento prima che questo si raggiunga.

Ø       indicare alle autorità locali l’identificazione di siti prioritari con particolari problematiche per pianificare future azioni di conservazione o con condizioni vergini tali da essere considerate “hotspot” di biodiversità; anche in funzione della formazione e gestione di nuove Aree Marine Protette.

Ø       Influenzare le decisioni politiche degli organi del Governo Egiziani deputati alla conservazione e tutela delle barriere coralline del Mar Rosso.

Inoltre STEproject è in grado di contattare e quindi educare decine di migliaia di turisti su come approcciare le barriere coralline e gli organismi e rafforzare un loro comportamento responsabile.

RILEVANZA STRATEGICA DEL PROGETTO

Ø         realizzare un progetto che possa rappresentare un modello per lo studio e la gestione responsabile delle aree turistiche;

Ø         favorire l’interdisciplinarietà per lo sviluppo della ricerca;

Ø         promuovere la sinergia tra Accademia e mondo civile per favorire la realizzazione di studi sulla biodiversità difficilmente realizzabili dai soli enti di ricerca e per accrescere la pubblica consapevolezza naturalistica e ambientale;

Ø         realizzare un nuovo modello di recreativo di monitoraggio della biodiversità che può essere esportato in altri ambienti marini ma anche in ecosistemi terrestri (ad esempio i bird-watcher e i mountain-trekker potrebbero essere altre tipologie possibili di volontari);

Ø        integrare con i risultati di STEproject progetti già esistenti portati avanti da MSG (ad esempio Coral Warm – www.coralwarm.eu) che hanno lo scopo di predire la risposta dei coralli del Mar Rosso al riscaldamento globale e all’acidificazione degli oceani. In questo modo sarà possibile verificare se le predizioni sulle risposte ecologiche dei coralli e le loro prospettive di sopravvivenza saranno confermate, a costi enormemente ridotti rispetto ai tradizionali metodi di monitoraggio basati sui singoli ricercatori.

INIZIATIVE INTEGRATE AL PROGETTO

In relazione al progetto di ricerca, ed in particolare al fine del perseguimento della fidelizzazione ed educazione dei voluntari, vengono proposte le seguenti iniziative integrate al progetto:

Ø          aggiornamento del sito internet del progetto per l’illustrazione della ricerca in tutte le sue parti (problematiche, obiettivi, metodologie, risultati, network delle Field Stations aderenti) e per la presentazione delle attività correlate al progetto e degli enti che collaborano allo loro realizzazione;

Ø          produzione di materiali divulgativi e promozionali del progetto (come adesivi, brochure, poster, relazioni, video, gadget, etc.), i cui costi saranno sostenuti dai partner dell’Università di Bologna;

Ø          divulgazione periodica ai volontari dell’andamento della ricerca mediante posta, e-mail, internet e mass media;

Ø          incentivare le immersioni nelle aree mediante l’istituzione di riconoscimenti e/o premi. Ad esempio, con la pubblicazione dei nomi dei subacquei più valenti sul sito internet del progetto e/o nelle relazioni periodiche sullo stato delle ricerca, con l’invio di lettere di ringraziamento personalizzate o con la vincita di abbonamenti a riviste divulgative del settore subacqueo, turistico e scientifico, così come di eventuali viaggi premio, offerti dai partner sostenitori;

Ø          organizzare conferenze sul progetto e stage di formazione nei centri turistici (costi a carico dei partner).

 

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